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  • LOSPECCHIOMAGAZINE

Quel 15 maggio


Eppur non muore quel sorriso,

quel ciuffo moro

che disegna chiarore.

Se la mia mano

non sa dove posarsi

e il mio corpo si fa ghiaccio

e si frantuma,

spossato da troppi brutali inverni,

il tuo gesto è potenza gentile,

come sole di maggio

che sfiorando appena le onde

ne trae note di fulgente colore.

Riscopro le mie piccole battaglie,

fragili corolle vitali.

E, rivestita di fiori,

ti saluto dalla Dodicesima stanza.

Ci vediamo quando ci vediamo,

ciao.


Alessandra Gabbanelli

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