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Gli inediti di Nicola Grato per Versus Magazine

Aggiornamento: 9 gen 2020


Su Versus magazine è tempo di inediti. Stavolta tocca a un giovane poeta siciliano,

il quale ci propone alcuni testi che faranno parte della prossima raccolta, “Bava di lumaca”. Dopo il successo della silloge “Inventario per il macellaio”, Grato si conferma voce di primo piano per la magia che riesce ad assegnare alle piccole cose, al quotidiano, in una dimensione spesso memoriale.


santo Rocco ogni quattr'anni


dici il paese, quello dell'infanzia che tuo padre ti teneva per mano; santo Rocco ogni quattr'anni, malanni di bestie, e poi i cavalli: fu Morena, poi il puledrino Sham, in arabosole. Dici paese, e sai bene che dici di persone, facce, mani. La volta che hai fatto tardi la notte, la prima perché c’era il teatro, un fuoco vivo– un maestro lo riconosci certo dalla voce che ha traversato deserti. Dici paese, e così dici festa: le luminarie antiche, quelle verdi bianche e rosse coi paletti mangiati dai tarli, e nel petto l’estate lunga, la stagione dei pomodori rossi delle rane cercate dentro ai fossi.


fiaba


A Sara

forse sarà la donnola, forse il gufo o l'asino sarà travestito da leone (però l'ha scoperto la volpe, quella furba); certo il sonno, i sogni i ricordi del mattino a Mazzaforno: il mare, la sabbia, le conchiglie con le righe, il faro abitato dal notaio impazzito... Il riposo buono che placa e ti fa principessa delle fate. Non avere paura se ancora è buio fuori, e piove: la grondaia fa un bel suono, una percussione di gocce, un tintinno di scodelle. Stai sognando, sugli occhi chiusi passa una luce di pace e giustizia, una calma d'oro.


tramonto a Punta della suina


A Danilo Lupo

il tramonto a Punta della suina

colora di rosso e blu sabbia e scogli:

trema di voci, conchiglie, posidonie

questo mare –

davanti alle prime luci di Gallipoli.

Qui penso a mio padre: lui che al mare

non voleva mai andare, che amava

il silenzio ciarliero dei boschi

le poste all'alba a conigli, lepri, pernici.

Ricordo quando stava lungamente

in silenzio in queste ore che le parole

non possono dire, ma le campane –

e passi incerti, ché l'ombra s'allunga

in ogni dove, e già ci sono le stelle.


festa del Crocifisso


Quando c’era la festa del Crocifisso

arrivavano in paese bancarelle

di caramelle, il carretto dello

zucchero filato;

cacio e liscivia nella casa

di Agnese:

la morte era una persiana aperta

un’ora incerta, stella della sera

nel cielo allatinato.

Mio padre era allegro come un ragazzo

camminava leggero lungo il Corso Sammarco

acceso che era di luminarie.


la potatura delle viti


febbraio che Ciro pota la vite, si pregano i morti perché più dura è l'assenza quando c'è un poco di sole, perché chi vuole è muto chi parla è nell'imbuto della maldicenza. Il cretino legge tutti i giornali, ma non ne cava un ragno dal buco – Ciro intanto pota le viti, un gesto tanto antico: benedizione – gesto della distinzione, dell'amore senza il tarlo dell'apprensione.


questo è la morte


questo è la morte: la bara calata dalla finestra della cucina col montascale, la porta era stretta – piangono quelli di sotto. Poi lo portano su un camioncino alla chiesa che suona. È rimasta aperta la finestra, entra vento nella casa vuota: tendine, scatolame, una tovaglia a fiori. C'è silenzio sulla strada, ma per poco: passa quello della verdura: finocchi, patate, pira 'mputiri.


la lumaca


il bambino ha schiacciato la lumaca, lava e stende lenzuola la signora sulla strada; qui in paese passa il tempo, passa quello della verdura e grida cacuocciuli chi su belli. Il bambino la guarda la lumaca che ha schiacciato, gli fa pena, ritorna col sorriso di chi l'ha combinata molto seria. Violenza è questo fare finta che non sia successo nulla, abbozzare, chiudere le persiane spegnere lumi e occhi, dormire a sonno pieno. Ma no, non è così, perché Sara difende un'idea, quella di passeggiare a schiena dritta e sguardo fiero di andare a letto col cuore leggero



Nicola Grato (Palermo, 1975) è laureato in Lettere moderne con una tesi su Lucio Piccolo.

Insegnante di scuole medie, ha pubblicato due libri di versi, Deserto giorno, La Zisa 2009 eInventario per il macellaio, Interno Poesia 2018, oltre ad alcuni saggi sulle biografie popolari(Lasciare una traccia e Raccontare la vita, raccontare la migrazione, in collaborazione con SantoLombino); sue poesie sono state pubblicate su riviste cartacee e on line e su blog quali: “Poesia delnostro tempo”, “Poetarum Silva”, “Margutte”, “Compitu re vivi”, “Lo specchio”, “Interno Poesia”,“Digressioni”. Ha svolto per cinque anni il ruolo di drammaturgo della Compagnia del Teatro delbaglio di Villafrati (PA) in collaborazione con Santo Lombino e per la regia di Enzo Toto, scrivendotesti da Tommaso Bordonaro: La spartenza bianca campagna nìvura simenza; da Stefano D’Arrigo:Horcynus Orca parte I Paradiso, Horcynus Orca parte II Purgatorio, Horcynus Orca parte IIIInferno. Altri lavori di drammaturgia per le scuole da Giono, Tournier, Turoldo ed Elsa Morante.

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